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Sauri Sauria
Sauria: Sauri
Sottordine di Rettili Squamati che comprende circa 2700 specie, molte delle quali note come lucertole.

Classificazione scientifica
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Reptilia
Sottoclasse: Diapsida
Ordine: Sauria Gauthier , 1984
Sottogruppi:
Lepidosauromorpha
Archosauromorpha

I Sauri hanno forma allungata, seppure in misura minore che nei Serpenti; salvo poche eccezioni sono muniti di quattro arti completi, il cui sviluppo presenta una grande variabilità.
Le dita sono in genere lunghe e sottili, specialmente il quarto che può raggiungere una lunghezza doppia rispetto alle altre dita. Nelle specie arboricole, quali i camaleonti, le dita assumono una conformazione a pinza che le rende particolarmente idonee a garantire una presa tenace.
La testa è più o meno robusta, in rapporto al tipo di vita;
la bocca è munita di numerosi denti impiantati direttamente sulle mascelle, i quali talvolta sono uncinati e soltanto eccezionalmente (negli Elodermatidi) presentano una scanalatura superficiale tramite la quale la saliva, tossica per molti animali (incluso l'uomo) può penetrare nelle ferite inferte con il morso;
la lingua può essere sottile e bifida, oppure larga e tozza.
Il corpo dei Sauri è ricoperto di scaglie fra di loro parzialmente sovrapposte o soltanto accostate.
Gli occhi, piuttosto mobili, sono in genere muniti di palpebre, tranne in alcune famiglie in cui sono protetti da un occhiale trasparente; nelle specie scavatrici possono essere profondamente ridotti.

La ricerca del cibo è affidata principalmente alla vista. Anche l'udito è ben sviluppato; le aperture auricolari sono munite di una membrana timpanica visibile dall'esterno.

I Sauri sono diffusi in ambienti assai diversi, ma sono particolarmente abbondanti nelle regioni calde; contrariamente a quanto di solito si suppone, non possono esporsi troppo a lungo al sole violento delle zone torride, pena l'aumento della temperatura corporea sino a valori incompatibili con la sopravvivenza.

La riproduzione avviene per mezzo di uova con guscio pergamenaceo che, deposte sul terreno, si sviluppano sotto l'azione del calore solare; alcune specie tuttavia partoriscono piccoli vivi o depongono uova già prossime alla schiusa. I piccoli, subito dopo la nascita, sono già capaci di svolgere un'esistenza autonoma.

I Sauri si nutrono in grande prevalenza di organismi animali, per lo più insetti e altri invertebrati, ma anche, nel caso delle specie più grandi, di mammiferi di taglia piccola e media; ve ne sono però anche di vegetariani, che si alimentano di frutta, gemme e fiori.

I Sauri, la cui lunghezza varia da pochi centimetri ai quasi 4 m del varano di Komodo, si possono suddividere nelle seguenti famiglie: Eublefaridi, Sferodactilidi, Geconidi, Pigopodidi, Dibamidi, Iguanidi, Agamidi, Camaleonidi, Scincidi, Anelitropsidi, Feilinidi, Cordilidi, Lacertidi, Teiidi, Anguidi, Anilidi, Xenosauridi, Elodermatidi, Varanidi, Lantanotidi, Anfisbenidi, Xantusiidi, Tiflopidi. Alcuni erpetologi considerano gli Anfisbenidi un sottordine separato e includono i Tiflopidi tra gli Ofidi.

Sono animali antichissimi, che nel corso del tempo hanno subito varie mutazioni fino a giuingere alle forme attuali. Il primo fossile riconducibile ai Sauri data al Carbonifero (300 milioni di anni fa), anche se solo dal Giurassico (170 milioni di anni fa) hanno iniziato ad assumere forme riconducibili a quelle attuali. L'evoluzione, come per tutti i viventi, è stata determinata dalle condizioni territoriali e climatiche, oltre che dalle interazioni con gli altri animali. Poiché i Sauri sono in gran parte innocui, hanno sviluppato doti quali velocità, agilità, capacità di arrampicarsi e di nuotare per sfuggire ai predatori.

Degna di nota è la capacità di autonomia della coda quando questa viene recisa in seguito a una lotta (o per rendere possibile la fuga di un esemplare catturato, appunto, per l'estremità): nel giro di pochi mesi si forma una nuova coda, distinguibile peraltro da quella originaria per la minore lunghezza e il colore più sbiadito.