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Rospo smeraldino siciliano Anura Bufonidae
                                                                 
Bufo siculus: Rospo smeraldino siciliano
Anfibio della famiglia dei Bufonidi, endemico della Sicilia.

Classificazione scientifica:
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Amphibia
Sottoclasse: Lissamphibia
Ordine: Anura
Famiglia: Bufonidae
Genere: Bufo
Specie: Bufo siculus St÷ck et al., 2008
Sinonimi: Pseudepidalea sicula

Il rospo smeraldino siciliano, in precedenza attribuito alla specie Bufo viridis, è oggi riconosciuto come specie a sè stante (Bufo siculus). Recenti studi filogenetici sulle popolazioni mediterranee di Bufo spp. hanno infatti dimostrato che il taxon siciliano si differenzia, sotto il profilo dell'aplotipo mitocondriale, da quelli peninsulari ed è invece strettamente imparentato con la specie nordafricana Bufo boulengeri, da cui si sarebbe separata circa due milioni di anni fa, in un periodo compreso tra il Medio Pliocene (3,6 Ma) e il Pleistocene (0,16 Ma).

Specie endemica della Sicilia, è diffusa ampiamente in quasi tutta l'isola. Nella Sicilia nord-orientale condivide l'areale con Bufo balearicus. È presente anche nelle isole minori Ustica, Favignana e Pantelleria.

Popola differenti habitat in una fascia altitudinale che va da 0 a 1200 mt s.l.m.. Predilige le aree costiere, planiziali e collinari, ma è stato rinvenuto sui Nebrodi sino a 1230 m. È presente anche in ambienti aridi come la costa sabbiosa di Capo Passero, che rappresenta il limite meridionale del suo areale.

Anuro di taglia medio-grande, le cui dimensioni sono mediamente superiori, di circa 2 cm, delle specie peninsulari del gruppo B. viridis. Presenta un modesto dimorfismo sessuale: le femmine possono raggiungere i 10 cm di lunghezza e un peso di 110 g, mentre i maschi non superano gli 8,6 cm e i 70 gr.La livrea presenta colorazione variabile dal bianco grigiastro al marrone, con delle caratteristiche chiazze irregolari verde smeraldo.

Specie terrestre con abitudini crepuscolari e notturne, utilizza gli ambienti acquatici solo per la riproduzione. Nei periodi post-riproduttivi i maschi tendono ad occupare le aree più vicine al sito riproduttivo mentre le femmine occupano aree più periferiche.

Si nutre in massima parte da artropodi e molluschi terrestri.

La stagione riproduttiva va da gennaio a giugno, talvolta si può osservare un secondo periodo di attività da settembre a novembre. In questo periodo migrano verso i siti di riproduzione, rappresentati da stagni e pozze d'acqua temporanee. Il maschio arrivato nelle vicinanze del sito emette un richiamo, una sorta di trillo sostenuto, che attira la femmina. Raggiunto dalla compagna si adagia sul suo dorso stringendola in una sorta d'abbraccio detto amplesso ascellare. Man mano che la femmina va deponendo le uova, disposte in cordoni gelatinosi nastriformi, il maschio le feconda con i propri spermatozoi. Dalle uova si sviluppano in meno di una settimana i girini che completano la metamorfosi in circa due mesi.